Persone, curiosità, riflessioni

                                 


Khorakhanè   image

i cantastorie del secondo millennio

Le loro canzoni raccontano storie che parlano sempre di qualcosa, sensibilizzando la gente a una presa di coscienza collettiva che però non può mai prescindere da una presa di coscienza individuale.

Oltre al supporto musicale, la canzone d’autore si serve di molti strumenti che appartengono alle tecniche e alla struttura della poesia. Ormai da anni le canzoni di De André trovano spazio nelle antologie scolastiche e la cosa riscuote consensi fra coloro che colgono più "poesia" nei nostri cantautori che non fra tanti sedicenti poeti. Se valutiamo l’attenzione alle liriche e al  loro messaggio diretto e trasversale, oltre che sociale, comprendiamo cosa intendono per “canzone” i KhoraKhanè, il gruppo meldolese che quest’anno festeggia i dieci anni di carriera. Il loro sound, che può essere definito folk rock cantautorale, deriva da un mix di stili che rende il loro genere originale e riconoscibile.  Cinque monete d’oro” dall’album “L’esploratore” è il dono di un autore speciale, apprezzato anche per il suo legame con Fabrizio De Andrè di cui i Khorakhanè sono stati a lungo la tribute band agli inizi della loro carriera nel 2001.  


image foto dal sito della Fond. De Andrè

La canzone che meglio li rappresenta, secondo Emanuele Salvetti detto Sa sà, è proprio la canzone scritta per loro da Massimo Bubola “dal momento che è stata arrangiata molto bene dal gruppo e musica e parole si sposano alla perfezione”. Bubola è inoltre l’autore de “Il cielo d’Irlanda” portato al successo da Fiorella Mannoia, con cui il gruppo ha avuto modo di esibirsi live in più occasioni. “Sono in molti ad apprezzare la loro musica”, dice con orgoglio Sa sà “i fans fanno molti chilometri per assistere ai loro concerti. Durante le tournée il pubblico canta le canzoni che conosce a memoria, evidentemente le radio locali  passano i “nostri” pezzi”. E’ affascinante sentire come questo giovane collaboratore si senta parte integrante della band.

Chi conosce bene i fondatori del gruppo per averli frequentati da ragazzini, ma non altrettanto bene i Khorakhanè, è ancora incredulo della loro partecipazione al 57° Festival di Sanremo nel 2007. In quell’occasione Pippo Baudo, che era il Direttore Artistico, ha dimostrato di gradire in modo particolare “La ballata di Gino”, la storia di un partigiano . “A Meldola era stato allestito un maxi schermo e in molti temevano che essersi esibiti per ultimi anziché alle ventuno e trenta influisse negativamente sul risultato della classifica.” Al contrario i Khorakhanè sono stati il gruppo rivelazione ricevendo il secondo premio della critica nella sezione giovani. “Forse la sera delle prove è stata ancora più emozionante dell’esibizione stessa” dicono i protagonisti.

Khorakhanè_1

Agli esordi Fabrizio Coveri, il cantante detto Bicio, e Luca Medri, tastiere, fisa e cori, si esibivano nei piano bar e ai matrimoni. Bicio ascolta per la prima volta De Andrè nel 1979… nella pancia della mamma, al mitico concerto tenuto con la PFM a Bologna. I genitori possedevano tutta la collezione dei suoi vinili e lui già dall’età di otto anni partecipa a vari concorsi canori in occasione dei quali si esibisce anche Laura Pausini.

Bicio, dove trovi l’energia che metti nei vostri concerti… Mi piace stare sul palco, non ne posso farne a meno…è terapeutico, mi dà la carica e mi completa,. Il mio obiettivo principale è fare la musica che mi piace e stare bene mentre canto, non ho altre priorità anche se questo significa arrivare ad un pubblico più ristretto.

Le canzoni certamente non cambiano il mondo: tutt’al più possono sensibilizzare la gente e sollecitare una presa di coscienza collettiva, che però non può mai prescindere da una presa di coscienza individuale, sollevando la vernice dalle cose per smascherare il bello e il brutto, la rabbia e l’utopia, la viltà e la nobiltà che sono nelle cose, cioè nella vita.

Box  BIO :   Fiocco azzurro in casa Medri: Luca, qualche mese fa è diventato “babbo” e questo lo ha fatto impazzire di gioia…mentre Bicio si è sposato lo scorso 13 agosto. Gli altri membri della band sono Pier David Fanti, batteria, Matteo Scheda, chitarra classica-folk-elettrica, Roberto Villa al basso, che ha esperienza anche come fonico, e Gioele Sindona al violino. Una new entry alle percussioni e ai flauti è Ilario Baggini, argentino che con il proprio contributo completa le doti tecniche ed espressive dei componenti storici aggiungendo brio e originalità alle performance di alto livello dei Khorakhanè. Un pensiero va anche a quei componenti del gruppo che per motivi di impegni lavorativi sono “passati” dando un contributo importante in termini di esperienza e di crescita. 

La band ha vinto anche il premio MEI come miglior gruppo 2007 Indie pop. Ha partecipato anche in qualità di giurati al PREMIO FABRIZIO DE ANDRE’ 2010 "Parlare Musica":  con Dori Ghezzi Presidente di Giuria insieme a Morgan, Roberto Vecchioni, Marco Fabi, Dario Salvatori e Tonino Carotone. Nel 2008, si esibisce a Roma in occasione del concerto per i 40 anni di carriera di Amedeo Minghi e sempre nel 2008 ha rappresentato l’Italia assieme a Negrita e Modena City Ramblers nell’Italian Night, concerto tenuto all’interno del POPKOMM 2008 a Berlino. Nel maggio 2010 il gruppo vince il premio Wind Music Awards all’Arena di Verona come miglior gruppo Italiano Indie-Pop

Da dove viene il nome della band: Il titolo è frutto di un lavoro di De André con Ivano Fossati e significa “a forza di essere vento” dal nome di  una tribù rom. E’ considerato una sorta di testamento spirituale, un percorso ideale nell’anima del mondo degli umili, dei reietti, dei dimenticati, il tema prevalente è la solitudine in tutte le sue forme.

Una curiosità: un produttore marchigiano, fan di De Andrè  ha dato il nome Khorakhanè ad un vino tuttora in commercio…

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Commenti su: "Khorakhanè i cantastorie del secondo millennio" (1)

  1. Sasà è diventato babbo di un bellissimo bambino pochi mesi fa.
    Auguri!!!

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